Terremoto a Ischia: Cause, effetti e conseguenze

Il terremoto che ha colpito Ischia e ha causato almeno due morti e decine di feriti e dispersi; il bilancio avrebbe potuto essere peggiore, ma la celerità e il coraggio dei soccorritori ha impedito il peggio. L’epicentro è da registrarsi a circa 5 km di profondità verso la zona nord ovest dell’isola. Centinaia gli sfollati e tantissimi turisti, in questo periodo Ischia ne è piena, hanno deciso di rinunciare alla loro vacanza per recarsi in zone più sicure. Polemiche in merito al costo dei biglietti: le compagnie Caremar e Medmar hanno reso disponibili i loro mezzi , ma senza alcuna riduzione o sconti. Le associazioni B&b di Napoli e provincia hanno messo a disposizione allo scopo e secondo le disponibilità, le loro strutture a chiunque volesse proseguire la vacanza senza abbandonare la Campania e osservarne il fascino, ovviamente a prezzi ridotti o oltremodo scontati. Il comune più colpito dal sisma resta Casamicciola: Eppure molte sono le domande che restano in sospeso: Ischia, morfologicamente, è un’area predisposta a terremoti?Perché i danni più ingenti hanno colpito così duramente una sola zona dell’isola? E soprattutto cosa c’è da aspettarsi nelle prossime ore?
A darci risposta è stato lo stesso presidente dell’ordine dei geologi della Campania, Egidio Grasso:” Ischia è un’isola di origine vulcanica- ha esordito- ma questo non ha inciso sull’estendersi e sulla capacità distruttiva di questo terremoto. Le cause in merito sono in fase di studio e accertamento. Quel che è sicuro- prosegue- è che l’amplificazione sismica, intesa come maggiore diffusione delle scosse dovuto a condizioni del terreno o formazione del territorio particolarmente predisposti all’espansione di fenomeni di tale portata, locale in area antistante Casamicciola ha fatto in modo che proprio in quel comune si siano verificati i danni maggiori che sono sotto gli occhi di tutti. Molto probabile che gli edifici crollati o comunque quelli che hanno subìto maggiori danni, sono stati quelli edificati prima del 1980, anno in cui mutarono alcune norme per la sicurezza nella creazione di nuove strutture. I piani di emergenza prevedono una sorta di vulnerabilità sismica degli edifici, al momento su dati dell’ultimo censimento e quindi con ogni probabilità non proprio aggiornata. Nostro scopo è di ottenere quanto prima una mappatura completa per aiutare anche i cittadini a comprendere la pericolosità della struttura dove dimorano al fine di renderla sicura in conformità con le normative vigenti. In questo ci stiamo attrezzando in ogni maniera, anche con il supporto delle più moderne tecnologie. In merito alle scosse di assestamento, chiamate erroneamente così perché in effetti si tratta di repliche- conclude- non si esclude che possano essere anche più forti della scossa di ieri, l’epicentro potrebbe essere sempre il mare o stavolta la stessa isola: al momento Napoli e la costa non sono aree considerate a rischio, restringendosi quest’ultimo alla sola isola di Ischia”.