Egitto: Al voto per referendum costituzionale, alta la tensione, 4 persone uccise

egitto-refrendum-costituzionaleAltissima tensione in Egitto, dove da stamani sono aperti i seggi per il referendum Costituzionale. Oltre 53 milioni gli elettori aventi diritto al voto. Il testo oggetto del referendum è stato emendato da una commissione di 50 rappresentanti, dopo il ‘congelamento’ della Costituzione approvata nel 2012, ispirata dai Fratelli musulmani – ora banditi come organizzazione terroristica – a seguito della destituzione del presidente Mohamed Morsi nel luglio scorso.

Almeno quattro persone sono rimaste uccise negli scontri tra i dimostranti pro-Morsi.

Il ministero dell’Interno ha dislocato le forze di intervento rapido in tutti i governatorati egiziani per garantire la sicurezza del voto. I militari, recita un comunicato del ministero dell’Interno reso noto dalla tv di Stato, hanno l’ordine di “sparare” contro chiunque tenti di “aggredire gli elettori”. Sul Cairo – riferiscono testimoni – vola un elicottero militare  con gli altoparlanti che intonano musica nazionalista.

“Votare è un dovere nazionale” ricorda il premier del governo ad interim, Hazem el-Beblawi, citato dall’agenzia ufficiale Mena, esprimendo ottimismo sull’esito del referendum costituzionale. Intanto testimoni riferiscono di una “affluenza senza precedenti” nell’Alto Egitto (sud), soprattutto da parte della comunità copta, nonostante le minacce rimbalzate su Facebook, attraverso il quale militanti fondamentalisti hanno evocato “rappresaglie”.

Sono oltre 160.000 gli agenti di polizia e quelli della sicurezza, coadiuvati dalle unità dell’Esercito, chiamati a garantire la sicurezza nei seggi, oltre 30.000 in tutto il Paese. Il ministro dell’Interno, Mohamed Ibrahim, ha messo in guardia gli oppositori che intendono boicottare il voto e impedire l’affluenza: “Saranno trattati con durezza e fermezza”, ha detto ieri in tarda serata.

Le forze di sicurezza egiziane – afferma il governativo al Ahram – hanno “arrestato diversi reporter di al Jazira” a Giza, la megalopoli del Cairo, “mentre seguivano il voto per il referendum”. Sempre a Giza, un seggio è stato chiuso dopo gli scontri tra polizia e dimostranti pro-Morsi. Gli agenti hanno sparato lacrimogeni per disperdere la folla.

La soglia ‘minima’ per rivendicare un successo da parte del governo ad interim è quella del 33%, la percentuale di elettori che nel 2012 ha approvato la Costituzione voluta dal deposto presidente Morsi.